- Autoritratto dell'Autore da Giovane, v.1
- v.2 Hellfire
- v.3 Chiedetene all'Inferno
- v.4 Je suis l'Empire à la fin de la décadence
- v.5 Teach me How to Drown
- v.6 Slow Dancing in a Burning Room
- v.7 Who wouldn't be the one you love?
- v.8 Le Freak c'est Chic
- v.9 Die Another Day
- v.10 The Great Disappointment.
- v.11 ~ I feel like the sky, Jyuushiro.
- v.12 Diamonds and guns
- v.13 we are the lucky ones
- v.14 » datti al giardinaggio dei fiori del male
Toujours à l'horizon des soleils qui s'inclinent, comme on a pas le choix il nous reste le coeur -
tu peux cracher, même rire, et tu le dois...
[ vy:>run/autoportrait.sys ] autoritratto dell'autore da giovane, v.15
à ton étoile
à Marcos
à la joie
à la beauté des rêves
à la mélancolie
à l'éspoir qui nous tient
à la santé du feu
et de la flamme,
à ton étoile
Vy
. Anno 1989. Diciannove anni, ora solo la Manica e Birgit Kroencke mi separano da Mon Amour.
Grecolatinista, redattrice di Storie, cacciatrice di alberi genealogici, ragazza che imbratta fogli e martella tastiere. Stonata, canta.
Piccola e nera (ma idealmente rossa), Anticristo saltellante. Odiosissima filofrancese giunta qui da un altro secolo. Sadica e amorale, tifa per i cattivi. Fangirl allo stadio terminale. Gravemente compromessa.
likes : I campi di grano (specialmente se c'è il sole). Le chiese, le abbazie e i chiostri (e camminarci per ore). La Francia. La dolce valle della Loira. I viali alberati. Venezia. Milano. Palermo. Il vento gentile. Il sole quando è basso. La luce nelle vecchie stanze polverose. Riuscire a raggiungere l'anima delle persone, anche solo un istante. Capire finalmente qualcosa che cercavo da tempo. Studiare storia. Il latino, il greco e le loro letterature. Renoir. Vélazquez. Van Dyck. Klimt. I musei. Le biblioteche. Il violoncello e il clavicembalo. Ballare quando sono sola. Andare a teatro. Essere stanca e soddisfatta. Svegliarmi presto e guardare fuori dalla finestra. Fare colazione e leggere il giornale con molta calma. Stare seduta ad un tavolino in una via affollata. Trovare la canzone giusta nel momento giusto. Tutte i miei puccini realmente esistenti. Amori vari ed eventuali. I capelli e ciò che li concerne. Le rughine ai lati degli occhi. Le mani e le clavicole. Le pipe, i doppi polsini, i panciotti. Le gonne. L’intimo e i corsetti. Il turbinio creativo. L'aspettativa prima di un incontro. Andare al cinema. I momenti di ottimismo. Rincantucciarmi sotto le coperte. Il té, particolarmente l'Earl Grey. Il riso. I tempura maki. Le lunghe docce calde. Parlare diffusamente di qualcosa che amo.
la haine est une liqueur précieuse.
dislikes_and_fears : La maleducazione. L'ignoranza. La volgarità. La mancanza d'interesse. L'incapacità di comunicare. L'arroganza. L'incapacità di capire quando le cose diventano serie. L'autocommiserazione. L'egoismo. La stupidità. Le posizioni semplici che tutti tengono, senza sapere il perchè. La mancanza di equilibrio. La mancanza d'affetto. La mancanza di amore. I pregiudizi, le discriminazioni, tutti i relativi orpelli. Il fanatismo. La maggior parte delle religioni. La chiusura mentale. La morale. La filosofia. XD L'ingiustizia.
Ancora adesso, nelle terre di Carewall, tutti raccontano quel viaggio. Ognuno a modo suo. Tutti senza averlo mai visto. Ma non importa. Non smetteranno mai di raccontarlo. Perchè nessuno possa dimenticare di quanto sarebbe bello se, per ogni mare che ci aspetta, ci fosse un fiume, per noi. E qualcuno - un padre, un amore, qualcuno - capace di prenderci per mano e di trovare quel fiume - immaginarlo, inventarlo - e sulla sua corrente posarci, con la leggerezza di una sola parola, addio. Questo, davvero, sarebbe meraviglioso. Sarebbe dolce, la vita, qualunque vita. E le cose non farebbero male, ma si avvicinerebbero portate dalla corrente, si potrebbe prima sfiorarle e poi toccarle e solo alla fine farsi toccare. Farsi ferire, anche. Morirne. Non importa. Ma tutto sarebbe, finalmente, umano. Basterebbe la fantasia di qualcuno - un padre, un amore, qualcuno. Lui saprebbe inventarla una strada, qui, in mezzo a questo silenzio, in questa strada che non vuole parlare. Strada clemente, e bella. Una strada da qui al mare.
... per dire che è successo.
I've finally gone out of my mind.
Non penso di aver mai studiato tanto in vita mia. Il che non è tutto dire dal momento che ho sempre studiato poco, però almeno riconoscetemi lo sforzo. Il bello è che, nonostante in genere il semplice fatto di aver dato una rilettura al libro mi facesse sentire preparatissima (per contrasto con quando il libro non l'avevo neanche aperto in mesi e mesi) stavolta non mi sento preparata per niente. Ho questa visione della materia in esame (storia moderna) come di una cosa tentacolare ed enorme della quale è assolutamente impossibile potersi dichiarare edotti a meno di non averci trascorso anni interi! Ho la sensazione che il mio cervello sia una forma di formaggio dove razzolano i topi circensi di Coraline. Se ci penso è sempre stato così: mi sono ridotta a studiare davvero solo per quelle cose che mi creavano davvero difficoltà (per esempio matematica, per almeno due anni, al liceo) solo che, naturalmente, proprio quelle cose che mi creavano difficoltà erano quelle dove non riuscivo mai a superarle, le difficoltà. Per contro ciò che mi veniva semplice era veramente semplice e dunque facevo il minimo indispensabile. In sostanza sono uno zombie e ho pure un pessimo carattere/umore, ora come ora, il che potrebbe anche essere qualche rimasuglio post ciclo, e non riesco a togliermi questa angoscia tremenda, anche se continuo ad acchiappare un libro a caso e tentare di ripassare ciò che mi viene in mente. Lele ha consigliato di fare un elenco delle cose di cui mi sento meno sicura per ripassarle, ma al momento non mi sento sicura di nulla, quindi cerco di fare quello che posso, e contemporaneamente di non pensare a come andò geografia storica.
Altro che maturità... quello sì che è stato un incubo.
OMG OMG OMG ><
She hangs her head and, cries on my shirt
She must be hurt very badly
Tell me what's making you sadly?
Open your door, don't hide in the dark
You're lost in the dark, you can trust me.
'Cause you know that's how it must be
Lisa Lisa, sad Lisa Lisa
Her eyes like windows, tricklin' rain
Upon her pain getting deeper
Though my love wants to relieve her
She walks alone from wall to wall
Lost in a hall, she can't hear me!
Though I know she likes to be near me
Lisa Lisa, sad Lisa Lisa
She sits in a corner, by the door
There must be more I can tell her
If she really wants me to help her
I'll do what I can to show her the way
And maybe one day I will free her
Though I know no one can see her
So now la Germania ha una legge sul testamento biologico.
E quei provvedimenti in direttissima che il presidente del Consiglio aveva deciso di promuovere fregandosene altamente della costituzione? Morta la Englaro, che fine hanno fatto? Rimandati fino alla prossima volta che un poveretto patirà le pene dell'Inferno e la Chiesa Cattolica ci metterà il becco?
And as my heart ran round My dreams pulled me from the ground Forever to search for the flame For home again For home again
Mi diverto sempre a raccontare ai miei "nuovi amici" il modo in cui ho conosciuto la mia prima "amica".
Uso dire che era la mia migliore amica delle elementari, ma è probabile che in realtà sia stata la mia prima amica nel senso più ampio del termine. La conosco da praticamente quindici anni, e siamo diventate persone molto diverse, ma, quando questo o qualche altro dubbio mi spingono a vedere le cose in maniera negativa, mi rendo conto che il semplice fatto che tutt'ora ci sentiamo, e che i contatti siano stati tenuti (anche attraverso una corrispondenza cartacea durata almeno un paio d'anni) depone decisamente a favore.
Be', era il primo giorno di scuola, ed io, mossa da non so quale coraggio folle, mi avvicinai a lei in giardino durante la ricreazione chiedendole di giocare. Le proposi di "giocare a essere" - il migliore dei giochi - due centauri, e siccome già al tempo ero una personcina democratica, le offrii di scegliere il suo fidanzato (potevamo non avere un fidanzato? Al tempo si diceva così, "fidanzato"... XD) tra le allettanti alternative di Zio Paperone e Mago Merlino.
Splendido.
Uso rievocare questo episodio anche quando voglio testimoniare le antiche origini della mia gerontofilia. XD
Non mi ricordo cosa disse Giulia. Penso che non sapesse cosa fossero i centauri. Avevamo sei anni.
Io lo sapevo perchè avevo visto Fantasia della Disney, e perchè mia madre me l'aveva spiegato. Ho un vago ricordo di un paio d'ali di cartone colorato col quale giocavo (in Fantasia c'erano anche i cavalli alati). Mi infilavo sotto ad un vecchio mobile di legno scuro che c'era in corridoio, dove mio padre faceva il presepio qualche anno. Mi infilavo lì anche dopo aver visto Edward Mani di Forbice: quando ero piccola Edward Mani di Forbice era per me il picco della depressione, e quindi naturalmente ogni tanto mi veniva voglia di vederlo. Quando la musica dei titoli di coda (al tempo non sapevo cosa volessero dire parole come colonna sonora o titoli di coda... XD) mi faceva venire le lacrime agli occhi, e la statua di Kim ballava sotto la neve, io mi infilavo sotto il mobile, e piangevo un po', crogiolandomi in questo grandioso sentimento di tristezza, commozione e bellezza.
Ho un vago ricordo che una sera mio padre tornò a casa dal lavoro e mi trovò, e credo che fece una domanda totalmente inadatta al delicatissimo momento. Il mio tentativo di spiegargli che avevo appena visto Edward Mani di Forbice, e il suo non comprendere, sono uno dei miei primi ricordi sulla soggettività delle emozioni e in particolare delle mie.
Questi ricordi confusi costituiscono la sostanza base fondamentale della mia infanzia. Sono cresciuta da sola: non avevo né fratelli né cugini. Tutti i miei parenti erano adulti, se non vecchi, e io trascorrevo il mio tempo con loro, avendo poca simpatia o soggezione verso gli altri bambini; mi ricordo per esempio che mi vergognavo ad entrare nei negozi di giocattoli, trovando infantile la cosa, anche se desideravo da morire l'uno o l'altro giocattolo. Alle aspettative di cosa o di chi credevo di dovermi conformare? oppure quello di sembrare il più possibile adulta era un desiderio mio?
Le persone con cui trascorrevo più tempo erano i miei genitori, naturalmente. Anche i nonni, ma i miei nonni non hanno una grande fantasia, per quanto abbia scoperto di recente che ciascuno di loro ha, indeed, una sensibilità. Non ho fatto in tempo ad indagare il nonno paterno, è morto prima. Mi vergogno a dire che non ricordo di aver pianto o sofferto, e che per molti anni non ho pensato a lui, nonostante mi venisse detto che mi aveva voluto molto bene. Non ricordo granchè del rapporto che avevamo finché era vivo: ricordo che mi piaceva di meno dell'altro nonno, l'Ingegnere - ma l'altro nonno era alto ed elegante, o così lo vedevo io - però, come sempre, anche a lui io cercavo di piacere. Sembra fosse simpatico, anche se non proprio ineccepibile. Era cresciuto in una famiglia di maschi, e gli piacevano le ragazze. Pochi giorni fa mia nonna mi ha detto che gli piacevano le donne con i capelli lunghi, che gli sarebbero piaciuti i miei - sono molto, molto lunghi - e la cosa mi ha lasciato stranita. Mi sarebbe piaciuto avere l'occasione di piacergli.
A mio nonno paterno, che io sappia, piacevano, oltre alle donne, gli animali. Gli uccelli. Sua moglie non è un'intellettuale, ma ha una certa passione per le telenovele e per le sue piante. Mia nonna materna ha l'animo drammatico e romantico, e legge biografie. L'Ingegnere è un aspirante tuttologo, un po' fallito, come tuttologo. Però ama la sua materia e riempie fogli di calcoli che io non capirò mai.
Mi piacerebbe poter dire d'aver preso un po' da ognuno di loro, ma non credo che sia vero.
Quando ero bambina avevo una gran fantasia, la base e l'elemento collante della mia personalità, e questa fantasia era forgiata da mia madre.
A mia madre piacciono il Medioevo, le abbazie cistercensi, la musica celtica, Duby e Le Goff, i gatti, l'Irlanda, e un sacco di altre cose che non riesco a visualizzare correttamente. Sono così intrisa di tutte queste cose da fare fatica a ritirarle fuori per guardarle e dar loro un nome. Da sempre, da quando ero bambina, ho attinto a questa fonte, e l'immaginario di mia madre è diventato il mio, come si tramandano i racconti orali nelle famiglie e nelle tribù. Alcune di queste cose sono così fondamentali, per me, che hanno il sapore dell'archetipo, di qualcosa del quale non c'è e non è necessario dare una spiegazione.
Che io ricordi, quando ero piccola, non uscivo mai dalla mia fantasia. Si può dire che io ci fluttuassi dentro. Che fossi una bambina distratta, con la testa tra le nuvole, non ci piove. Fino ai dieci anni non ho avuto bisogno di studiare: il minimo della mia attenzione era sufficiente per la scuola. Capivo e memorizzavo senza fatica. Per cui avevo un sacco di tempo libero, e nessun impegno urgente, nessun impegno reale che mi distogliesse dalle mie fantasticherie.
Da ciò la consistente dose di realtà che le fantasticherie di cui sopra avevano.
Mi ricordo lunghi viaggi in macchina, diretti alla meta delle vacanze, la stupenda Val Casies al confine con l'Austria. Viaggi in macchina - io, mia madre, mio padre e la nostra gatta - epici, accompagnati dalla musica che sono abituata ad ascoltare sin da bambina: Guccini, Enya, Loreena McKennitt. I Modena City Ramblers, i Chieftains, De Andrè...
Ma soprattutto la McKennitt, the Mystic's Dream, e i miei occhi puntati fuori dal finestrino durante l'interminabile viaggio, puntati sul cielo e sulle montagne coperte di abeti, occhi suggestionati al massimo, che immaginavano, sotto la coltre del bosco, la vita magica dei geni degli alberi, delle fate, delle streghe; e i giganti di roccia che distendendosi formavano le montagne; i portali attraverso i quali le ragazze possono perdersi e scomparire, come ad Hanging Rock...
Mi piacevano le cose che hanno una superficie e qualcosa sotto. Prendete per esempio il mare. Finchè i miei sono stati sposati si usavano fare due vacanze d'estate: una con mia madre, al mare - a mio padre la spiaggia non piaceva - e una tutti insieme in montagna. Poiché mio padre ci obbligava ad armarci di scarponcini, zaini e bastoni e a scalare i cocuzzoli, mentre al mare bastava la mia opposizione per far desistere mia madre dall'incoraggiarmi a fare amicizia con "altri bambini" - altri bambini? quei mocciosi da spiaggia? - leggevo molto di più al mare. Sotto l'ombrellone, divoravo i libri. Iniziavo e non mi fermavo più. E quando dopo un po' le parole ti hanno riempito la testa, e devi sollevare lo sguardo per lasciarle fluire dagli occhi e dal respiro, io guardavo il mare; mi arrampicavo sul molo di legno, quelli con le assi distanziate tra le quali vedi l'acqua e le cozze attaccate ai piloni, quando la maggior parte della gente se n'era andata, e mi spingevo fino al bilico, dove non avrei mai osato buttarmi in acqua; e guardavo... il confine del mare. Il mare agitato, il mare grigio, il mare salato. Il mare come me lo faceva sognare L'isola del tesoro; i Goonies; le musiche irlandesi che hanno il sapore dell'infrangersi delle onde... Cercavo i vascelli all'orizzonte, cercavo gli abitanti degli abissi, sognavo storie simili a quella che mi hanno palesemente rubato per scrivere la sceneggiatura di Lady in the water. Fissando il mare ossessionata dall'idea di cosa c'era sotto.
Molto tempo dopo avrei rifatto qualcosa di simile, in Sicilia, sentendo il bisogno fisico di allontanarmi dalla mia classe per fissare il mare - negli occhi le navi greche del 415 a.C.
Ero una bambina con un sacco di complessi, diciamolo.
E poi c'era il Medioevo. Mia madre amava il Medioevo. Sapete quello che dice Jack Sparrow? Dovunque vorremo andare andremo, una nave è questo in realtà. Non è solo una chiglia, con uno scafo e un pontile, sì, la nave è fatta così, ma ciò che una nave è... ciò che la Perla Nera è in realtà... è libertà. Il Medioevo era la libertà. Nella mia mente il Medioevo era anche molto legato a folklore, storie di fate, Ladyhawke e quant'altro... ma non solo. Era un miscuglio di fantasia e realtà, costruito da nozioni che mia madre mi elargiva ogniqualvolta facevo una domanda, e che magari io memorizzavo anche a modo mio, ma che non mancavano mai di affascinarmi. Le abbazie con i loro chiostri che sono capaci di farmi il lavaggio del cervello tutt'ora. Le chiese, le biblioteche, i castelli con i ballatoi di legno - una serie infinita di castelli con i ballatoi di legno visitati, in tutto il Tirolo, credo. Mi ricordo che mi fermavo in un punto, cercando di immaginare le migliaia - milioni! - di persone che attraverso millenni erano passate proprio lì. Le immaginavo come figure evanescenti, come centinaia di epoche sovrapposte a me, in quel preciso momento, strato dopo strato, infinite impercettibili tracce.
Il mio primo approccio con la Storia.
Non riesco a concepire come qualcuno possa vedere la storia come noiosa. Il motivo sta qui. La storia accendeva la mia fantasia di bambina, come i racconti degli dèi greci, di re Artù e della fata (quella che aveva il mio nome...) e di quei signori di cui leggevo i nomi sui dorsi dei libri dei miei genitori. Libri familiari, piazzati in alto come gufi benevoli: Duby, Le Goff, Hugo Pratt, La grotta di cristallo, I re taumaturghi, La ballata del mare salato, Miti e leggende. La spada nella roccia di San Galgano. Beda il Venerabile, che, nella mia fantasia, immaginavo come un personaggio del cartone animato NIMH.
La mia mente assomigliava un po' ad un bestiario medievale, allegorico, occulto, miscuglio di realtà e invenzione. Ed io coltivavo tutto ciò con grande impegno, in una frustrante ricerca, una specie di mio Infinito personale che mi lasciava continuamente insoddisfatta, incapace com'ero di descrivere con precisione ciò che pensavo, ciò che immaginavo.
e mi sovvien l'eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei.
A me, naufragare in quel mare lì, non mi piaceva affatto. Non so se ci fosse un livello di istintività maggiore di quello che c'è in me ora, che rendeva più frustrante l'incapacità di comunicare ciò che avrei voluto; o se il limite fosse dovuto dall'età; o se sia normale per tutti i bambini. Ma ricordo che ne soffrivo e mi rodevo ossessivamente con l'idea che, prima o poi, in un moto o nell'altro, avrei trovato il modo - avrei incontrato qualcuno...
Immaginavo che il popolo delle fate entrasse dalla finestra della mia classe, nei pomeriggi d'autunno, per dire loro che in realtà io ero una fata, e che mi avrebbero ripreso con loro.
E poi, be'... Il Nome della Rosa. Perchè ho un legame affettivo con il libro, il film e la musica? Il film è semplicemente un bel film adatto a risvegliare il mio fangirlismo.
Ma il libro... il libro è la mia fantasia di bambina. Mia madre, Galgano, Beda e Fulke. Il Medioevo, che non è mai stato bello quanto era bello per me quando avevo otto anni. Non un'epoca morta, nemmeno un'epoca affascinante e intrigante... ma qualcosa di magico, che posso quasi toccare.
Io non so un caspita più della gente normale, sul Medioevo, intendiamoci. Non sono un'esperta. Ma non è questo il punto. Il punto è che quella musica, la colonna sonora del film, è così... legata a questi ricordi e queste sensazioni. Ai muri ruvidi e vetusti di decine di abbazie e di castelli che ho accarezzato quando ero bambina e andavo in giro con un cavallo immaginario di nome Sorriso. Ai colori degli affreschi, al legno, agli stemmi dipinti, alle navate, agli archi, ai libri vecchi di secoli, alle miniature, alle vetrate, ai cori e alle candele, alla penombra e alla luce dell'abate Sugerio, ai morti giacenti sulle tombe, alle danze macabre, alle allegorie, agli odori.
Avevo quasi dimenticato tutte queste cose. Ne sono arrivate tante altre.
Ma queste...
Le ho ritrovate nella cucina di Lainate, parlando di un romanzo che è il il romanzo, di dodici monaci come i funghetti cinesi di Fantasia (ancora lei...), agli alberi magici, i sogni.
Il Medioevo.
Il Labirinto di Gugliemo da Baskerville.
Come dire, tutto.
In un certo senso, casa.
Mi avvedevo ora che si possono sognare anche dei libri, e dunque si possono sognare dei sogni.
Oggi nel mezzo delle guerre di Luigi XIV mi sono alzata per andare alla finestra. La tengo aperta durante il giorno perchè si sta bene. E poi mi sento imbottigliata altrimenti.
E' metà giugno, ma si sta benissimo. La temperatura è perfetta, il cielo azzurro, il sole scalda... okay, è normale, ma ho pensato d'un tratto che mi piacerebbe trascorrere queste giornate estive con calma, su un prato, magari coi libri okay, ma in compagnia dei miei amici, a guardare il cielo al massimo della pigrizia, tra una teoria sul futuro evolversi di Bleach e un ripasso dei reciproci studi. Era bello raccontarci le versioni con Marco, in equilibro sul muretto dietro la nostra classe, a scuola. Casi e modi verbali. Bellissimo. Col sole sulla pelle e una dolce calma tutto intorno.
Dovremmo fare qualcosa per cui valga la pena ricordarle, queste estati.
Ci sono due cose che mi piacciono molto negli essere umani.
Una è il possedere la passione per qualcosa.
L'altra è l'impulso a creare.
Non importa cosa; è sufficiente il fatto in sè; significa che ci si capisce, si parla lo stesso linguaggio. La creazione è la seconda parte della passione, è la risposta, il feedback, perchè alcune persone semplicemente non possono assorbire senza lasciare uscire qualcosa.
Questo qualcosa è una parte di te.
Mia madre ha nell'animo un santo cavaliere ed eremita, un templare del Mediterraneo e un monaco irlandese cresciuto da una strega. Nel mio animo ci sono sanguinose divinità celtiche, giovani amareggiati e vecchi libertini, vescovi machiavellici, assassine e maghi.
Conosco una ragazza che ha il cuore di un lupo, una che ferma gli attimi con lo sguardo e una che si nutre di parole e musica. Una teologa. Fotografe, teatranti. Dame del giglio e disegnatrici.
Scrittrici.
Lettrici.
E' come avere molti mondi dentro di sè. Mi piacciono le persone che portano con sé dei mondi; hanno molto, molto più degli altri, da offrire e condividere.
Noi si ha questo in comune.
Un'esperienza tonificanteeeeh (e lo rivendico con orgoglioh!)
(17:54// lunedì, 01 giugno 2009)
... Ebbene sì, l'ho fatta anche io la doccia con l'acqua fredda, ma in realtà ho fatto bollire una pentola d'acqua per mischiarle, così alla fine diciamo che avevo un tre litri abbondanti di acqua tiepida... come ai bei tempi appena arrivata quando la caldaia era ancora da far risorgere! Che belle queste esperienze medievali! Come sono tonificanti! E' così che si arriva all'età di Henrik VaGNer, eh! XDDD
E' passato il week end con la Lele. *_* Questa puccina con le valigie più pesanti di lei che da vera hacker cybermonkey Lisbettosa si porta dietro non solo PAIOLO, ma anche cavi, cavetti, cd, programmi, ogniccosa XD
E mi ha donato Regolus *___* il fratellino minore di Evan, peso alla nascita: 160 GB *O*
Grasssssssssssssie :*********
E' stato un week end liscio, incasinato e delirante, all'insegna della mancanza di sonno, almeno per me (XD) che sono un piccolo marsupiale sonnacchioso, è ovvio... Sono stupefatta della quantità di cose che siamo riuscite a fare!
Abbiamo (rigorosamente in ordine sparso):
- sperimentato che la mia cucina a gas pericolosissima PUO' effettivamente produrre cibo buonoh, nonché contribuire ai buoni profumini che si sentono salendo le scale, e indi preparato (ma più Lele che moi, io procuro il sushi, con l'approvazione di Mac XD) piatti deliziosi e di leggerezza sopraffina (ed io ho scoperto che i peperoni con la sala di soia... un bijou U_U);
- rischiato il coma etilico (coff coff XD) con la complicità del Dolce Uomo del messicano, e rischiato la morte causa MORSO DI UN CANE IDROFOBO (... ho detto "abbiamo"? Volevo dire "la Lele ha"... XD), o investimento da parte di bicicletta, o macchina, o tram... XD
- girato Padova rigorosamente a piedi, dal Bo a Prato della Valle, con incursione al pub scozzese e in numerose librerie, saltando gli Scrovegni (ma quelli si faranno un'altra volta...), compreso il viaggio di andata e ritorno dalla stazione a piedi DUE VOLTE perchè la Lele è masochista;
- portato una buona dose di blasfemia a Sant'Antonio, PRIMA tentando da vere figlie del meretricio di entrare a braccia scoperte (!!! Lele, che SHCOSHTUMATA XD) e poi fotografando without permission (e without flash pure, ma neanche così va bene, se no poi come le vendono le foto carissime???);
- visto UOMINI CHE ODIANO LE DONNE, cosa molto comica che ha comportato: la vestizione a tema, in virtù della quale tutti ci guardavano male (XD), lo sfruttamento sconsiderato dei taxi padovani che arrivano in anticipo o in ritardo ma mai in orario, la rischiata morte di Eleonora (qua le morti rischiate già non le contavamo più XD) causa lo spritz ingerito di corsa, il ROVESCIAMENTO STRATEGICO DI META' CONFEZIONE GIGANTE DI POPCORN U_U che però ha fatto sì che tutti ci guardassero male e che ci lasciassero sedute lì pure se non era il nostro posto (XD) e infine l'Esegesi del Film compiuta al messicano, iniziata con "Che tipo di spago useranno in Svezia?"
- preso un po' di pioggia e tanto sole, profumo di tigli, e gelsomino, Il Dardo e la Rosa, il primo libro di ASoIaF, La Prescelta e l'Erede, quintalate di roba da Lush;
- fatto Esperienze Medioevali a causa di quella puttana della mia caldaia U_U''
- pomiciato con molti alberi dell'Orto Botanico, specie un acero giapponese di bellezza incommensurabile, ma anche con Piccole Banane (XDDD) erbette da cucina e Molto Altro Ancora;
- disegnato, scritto (sì benché fossimo qui together, d'altronde io avevo un Bulgaro in una Situazione non di Quiete e lo dovevo sbloccare XD), cogitato, narrato, inventato, delirato per riassumere, grande Delirio Creativo, è un must, coadiuvate dai Rammstein XD
- nerdato (si dirà? u_u io dico di sì) nel caos più totale, con due pc accesi e cavi sparsi ovunque, fogli, matite e trucchi, esplorato il magico mondo di YouTube, dall'imitazione della Cortellesi che fa la Santanché a Puttanic allo Svarione degli Anelli, masticando vermi gommosi e sedute rigorosamente sul pavimento, e lo rivendico con orgoglioh!, perchè le sedie non erano troppo solide essendo un'eredità del precedente governo. XD
Dobbiamo rifarlo, specie in inverno, così ci avvolgiamo nelle coperte e ci facciamo le bevande caldeh. <3
Ringraziamenti:
ci siamo avvalse del contributo del Mistico Fede, sempre sia lodato, in più d'uno momenti di difficoltà, giacché il Mistico Fede sa sempre cosa fare, si tratti di arginare la follia del mondo o un rischio d'infezione.
Infine oggi, vigilia della nostra festa nazionale, concludo con questa piccola perla in onore del signor Scuotivento, il quale ritiene giusto dopo che gli ho mandato una Flebo di Olio Motore per Iniziare la Settimana rispondermi con una secchiata d'acqua. U_U Ma guarda che gente. U_U
Chi di voi è abituato a visitare questo blog ed essere afflitto dalle menate che ci ficco dentro, dovrebbe prendersela con questa signora qui, la quale, ignorando di avere a che fare con una puccina impressionabile, mi ha di recente contagiato con due fissazioni non a breve termine...
Una è Il Dardo e la Rosa, cioè, sticazzi. Se volete un'impressione a caldo, sì, mi piace, sì, mi ricorda un po' Martin (Martinhhhh! *O*), sì Francia-Terre d'Ange mi diverte molto XD, sì Phèdre è una Mary Sue e sì, è una masochista all'acqua di rose XDDD Però il libro si fa leggere, e velocemente anche! C'è una cosa che non si può dire perchè è uno SPOILER (character death U_U'') che mi ha colto totalmente di sorpresa, del tipo, non me l'aspettavo e ci sono rimasta malissimo (pure perchè il character era il genere di character che di solito inquadro!! Perdo colpi).
Ma a parte ciò pucc. Non capisco come sia possibile, essendo anche uscita la serie da un po', che non ne stiano facendo un film XD Non so se è positivo o negativo XD Ma il fandom è limitato e questo mi frustra ò.ò Comunque la tizia continua a scrivere... e io non ho ancora finito il primo libro, quindi vi saprò dire meglio quando possiederò La prescelta e l'erede, che tra l'altro, titolo a parte (XD) ha una copertina sbav.
Cioè, non c'è Farinata. Y_Y Capisco e condivido il vostro dolore - Farinata è un figo - per quanto Onòxe e me si ebbe una discussione in quanto, io mi ricordavo Farinata tipo Commendatore mentre lui se lo vedeva appoggiato alla tomba con la sigaretta a fare il figo ò.ò Ma Farinata non era un omone? ò.ò Cioè, magari pure un po' avanti negli anni ò.ò Cos'è, mia deformazione personale? XD Comunquessia non c'è (non c'è manco Catone ò.ò Okkei) però ci sono altre cose pucce *O* MOLTO pucce *O* E non l'ho ancora sentita tuttah! *o* Poi prego notare quant'è suggestivo tutto l'ambaradan ò.ò Rende! ò.ò Rende molto! ò.ò Okay che io il Purgatorio l'ho saltato (rotflasc) però, qualcosa me lo ricordo, e rende xDDDD
(Benchè... il Paradiso... no, decisamente non è il mio preferito u.ù)
Tra Caronte, Pia dei Tolomei, Ulisse, Pier delle Vigne (Pier! *O*) e il conte Ugo *ç* però, ad oggi preferisco Paolo e Francesca. ò.ò Come notato sagacemente sempre da Onòxe, Paolo è un uomo ridicolo in calzamaglia XD okay, messo questo da parte, è una cosa incredibile. A me dà i brividi, lei è bravissima.
Purtroppo si trova solo il video di questa versione a Ferrara, penso che a teatro sarebbe mille volte meglio...
"Mai non fu vista cosa più bella, mai io non colsi siffatta pulzella" disse Re Carlo scendendo veloce di sella.
"De' cavaliere non v'accostate; già d'altri è gaudio quel che cercate! Ad altra più facile fonte la sete calmate."
Sorpreso da un dire sì deciso, sentendosi deriso, Re Carlo s'arrestò; ma più dell'onor potè il digiuno, fremente l'elmo bruno il sire si levò!!
(Codesta era l'arma sua segreta da Carlo spesso usata in gran difficoltà: alla donna apparve un gran nasone e un volto da caprone ma era sua maestà!!
Cioè è Ugolino!!!! °C°
Ma ma ma ma...! Fabrizio! Paolo!!!
Lui parlava di aver mangiato il cadavere dei suoi figli e voi ci fate su questa strofa sacrilega!!! XD
... che teneri. <3]
Ommioddio. Lo amo. XD XD XD Just a look... and a smile.
*__________*
//EDIT: In quest'anno 87 dopo Christopher...
Vy [ Donne Che Odiano La Rowling ] le vent nous portera scrive (3.34):
(nod)
poi in italia la roba migliore non si trova ma quello è un altro discorso XD
(ah cara! facciamo gli auguri a mon amour che da 2 ore e mezza, per lui, ha 87 anni! U_U) Minerva - Parti in fretta e non tornare scrive (3.35):
guriiiiii!!! ebaaebaaebaa
[ho finito i coriandoli XD] Vy [ Donne Che Odiano La Rowling ] le vent nous portera scrive (3.35):
xDDDDD
'grazie U_U
rispondo io per lui xDDD Minerva - Parti in fretta e non tornare scrive (3.36):
XD si chiama comunione d'intenti...
27/5 12:38 Henut: Bondì e tanti auguri a Mon Amour che oggi compie 87 anni! U_U ... Nuvoloniiiiiiiii *O* Che bello sembra di stare nella Storia Infinita! <3
1 e 2 *o* Mon Amour e John Hurt together!!! Peter e Bill! *____* Lo sapevo che devo mettere le mani su quel dannato film di fate! >o< Se qualcuno lo trova me lo dica! <3 <3 <3
La Russa: Ovviamente, discretamente, democraticamente, la prima cosa che farò in quanto ministro della difesa, non è difenderci, ma attaccare!
Baldini: Cioè?
La Russa: E quindi mi riprendo la Corsica, l'Abissinia, la Tripolitania e anche l'Illiria!
Baldini: Ma guardi che... l'Illiria... non c'è più da secoli...
La Russa: E allora? Ma perchè, la Padania esiste?
Baldini: ... eh, certo... XD
La Russa: Eppure abbiamo vinto le elezioni, che minchia vuoi?!
Così le tue pupille sono rimaste verdi, e le tue guance straordinariamente pallide. Contemplando quella visitatrice i tuoi occhi si sono così bizzarramente ingranditi; e lei ti ha così teneramente serrato la gola che ti è rimasta per sempre la voglia di piangere.
Qualche tempo fa mi è capitato di spiegare ad una persona l'origine della mia tristezza, e, come sempre capita, quando si spiegano le cose agli altri, le si capisce un po' di più.
Una volta chiesi a mia madre se secondo lei potevo essere depressa. Pensavo al fatto che è una cosa ereditaria. Mi disse che ero troppo stronza per essere depressa. Però qualcuno mi disse anche (forse sempre lei, non mi ricordo) che esistono diversi gradi o predisposizioni.
Dice Hugo: la malinconia è la gioia di sentirsi tristi. Ma non è sempre così. O sono solo io?
A volte ho il bisogno di sentirmi triste. Che si esprime anche attraverso il bisogno di stare da sola, che sono poi la stessa cosa, perchè benché io abbia spessissimo il bisogno di stare sola, non è una solitudine serena, ma è una necessità di ritornare a me stessa, e il mio io più intimo è fondamentalmente malinconico. Si accompagna ad una specie di angoscia: la sensazione che ogni momento di serenità è strappato ad un sottofondo che sostanzialmente è negativo, come acque profonde verso le quali prima o poi è comunque inevitabile ritornare. E più ci riesce - per un motivo o per un altro - di uscirne, rimanere a galla, più si fa strada la subdola sensazione che non si può rimanere sempre a galla, che è un'illusoria sensazione, un inganno fatto per convincerci di poter evitare per sempre gli abissi, il che però è impossibile. E così anche se avremmo tutti i motivi di stare bene, nasce la necessità di fermarsi un po', raccogliere le idee, immergersi di nuovo, magari un pochino, magari cronometrando. Perchè se cerchiamo di convincerci di non dover scendere mai più allora diventa una menzogna, una fuga. E porta angoscia.
Potrei anche paragonarlo a quel sentimento un po' masochistico per il quale, quando sentiamo la mancanza di qualcosa o qualcuno, continuiamo a pensare a quella cosa, o a quella persona, quasi per tributo, quasi per necessità di non dimenticarla, anche se dimenticare servirebbe a non soffrire. Ma dimenticare è come perdere.
Per questo penso che, se nasci con il temperamento malinconico, se sei un amante della luna, non puoi sperare mai di liberartene. Non è nemmeno una cosa della quale liberarsi, è un modo di essere, un'inclinazione inscindibile dalla persona che sei.
Quello che devi sperare è di trovare persone che ti capiscano, che ti tengano per mano quando ficchi la testa sott'acqua, che non ti lascino andare ma nemmeno pretendano di tirarti fuori subito, se quello di cui hai bisogno è di aspettare il tempo di sentir mancare il respiro.
E' bello sapere che queste persone ci sono, bello sapere che c'è qualcuno a cui interessa cercare di capirti, fin nelle sfumature, fin nei dettagli, nella scelta di un braccialetto o di un anello. Mi stupisco di quante sono le persone alle quali ho voluto, e voglio, bene, e che mi hanno voluto bene. Mi meraviglia scoprire quanto questo abbia significato, quando è così semplice dimenticarsi di cose volatili come i gesti, i minuti trascorsi, le parole.
Qualcuno direbbe che è un momento ecumenico; ma non è solo questo. E' un momento in cui sono tranquillamente, malinconicamente serena, con me stessa e con gli altri. Non ce l'ho con nessuno; rimpiango tutto. Strano a dirsi ma trovo le due cose quasi ugualmente positive. Rimpiangere non è come pentirsi o rinnegare; penso che sia sano sentire nostalgia o dispiacere per ciò che è stato, specie se in mezzo c'è il velo che separa il passato dal presente (quel velo che, mi sentisse Bloch, esigerebbe la mia testa seduta stante).